Da inizio 2026 non tutto lo SPID è più gratuito. Dal 1 gennaio Poste Italiane, il gestore più diffuso, prevede un contributo annuale di 6 euro, IVA inclusa, richiesto al momento del rinnovo, di solito a partire dal secondo anno di attivazione. Altri fornitori privati applicano tariffe che, secondo i confronti pubblicati, variano tra i 5 e i 12 euro l'anno, e alcune offerte per uso professionale costano molto di più.
Chi resta gratuito
Diversi gestori non prevedono canoni: tra quelli citati dai siti di settore ci sono Intesi Group, ID InfoCamere, TIM ID, Sielte ID, Namirial, Lepida ed EtnaID. Sono esentati dal canone di Poste i minorenni, le persone dai 75 anni in su, i residenti all'estero e i titolari di un'identità per uso professionale.
La CIE come alternativa
La carta d'identità elettronica permette di accedere ai servizi pubblici senza abbonamenti e ha validità di dieci anni. Serve il PIN e un telefono compatibile con la lettura contactless, oppure un lettore. Chi ha una CIE con PIN, una carta nazionale dei servizi o una firma digitale può inoltre attivare lo SPID gratuitamente presso quasi tutti i gestori, secondo le sintesi disponibili.
La direzione del governo
L'indirizzo è convergere sulla CIE e sul portafoglio digitale IT Wallet come strumenti principali di identificazione, come abbiamo raccontato in un altro articolo sulla scadenza europea di dicembre. Lo SPID non scompare, ma il suo ruolo cambierà.
Cosa fare adesso
Controlla quale gestore hai e quando scade il rinnovo. Se rischi di pagare un canone che non vuoi, valuta di passare a un gestore gratuito o di usare la CIE. Custodisci bene le credenziali e non comunicarle mai: le email che chiedono di aggiornare o pagare lo SPID sono una truffa molto frequente.
Se hai difficoltà a configurare la CIE sul telefono, ti diamo una mano in negozio.