A poche settimane dall'arrivo nei negozi, le prime recensioni del Pixel 11 Pro Fold disegnano un quadro sfaccettato. Il telefono pieghevole di Google era atteso soprattutto per un motivo: capire se il nuovo chip Tensor G6, a 2 nanometri, avrebbe risolto i problemi di surriscaldamento dei modelli precedenti.
La gestione del calore
Secondo Android Central e altre testate, è il primo pieghevole di Google che i recensori non hanno trovato incline a scaldare troppo, e l'uso quotidiano risulta fluido anche all'aperto, in condizioni di caldo. Non tutti sono d'accordo: alcuni hanno segnalato rallentamenti e surriscaldamento nell'uso reale. Come sempre, dipende dall'esemplare e dall'utilizzo.
La batteria
È il punto critico. La cella da 4.700 milliampere ora è stata descritta come poco convincente in confronto ad altri pieghevoli recenti, e l'autonomia guadagna appena una quindicina di minuti rispetto al modello precedente. Tom's Guide titola la recensione parlando di un modello che resta indietro rispetto agli altri, mentre 9to5Google lo definisce un telefono che riesce appena a tenere il passo.
Il giudizio complessivo
Le valutazioni più severe parlano di un aggiornamento troppo prudente, che non basta a competere con rivali più forti, nonostante funzioni di intelligenza artificiale interessanti e un design robusto. Nei confronti diretti, anche Android Authority ha scritto che la strategia di Google sui pieghevoli non sembra convincente.
Cosa significa per chi compra
Un pieghevole costa molto e richiede più cure di un telefono normale. Una batteria che non arriva a fine giornata pesa di più in un dispositivo così, dove la sostituzione è più complessa e cara. Se ti serve uno schermo grande, guarda anche la concorrenza e aspetta le prove sul lungo periodo.
Se hai già un pieghevole e noti cali di autonomia o problemi allo schermo, non aspettare: un controllo tempestivo può evitare danni più costosi.