Il mercato degli occhiali intelligenti è cresciuto del 167% su base annua nel primo trimestre 2026, secondo i dati IDC riportati da ANSA il 10 ottobre. Nello stesso periodo, però, cresce anche il numero di paesi che ne limita l'uso in certi luoghi pubblici. La Norvegia sta valutando un divieto temporaneo in alcuni spazi pubblici, dopo che a Oslo gli occhiali smart sono già stati vietati in tutte le scuole comunali dalla fine di agosto. Nel Regno Unito l'uso è vietato nei tribunali di Inghilterra e Galles, con obbligo di consegna all'ingresso, mentre pub e locali stanno iniziando a limitarlo autonomamente. A New York il divieto riguarda tutte le aule di tribunale, e l'Australia sta valutando regole simili per gli uffici pubblici, oltre a indagare su come un produttore di occhiali smart raccoglie e conserva i dati personali degli utenti.
Il nodo è la videocamera nascosta
Il motivo alla base di queste misure è sempre lo stesso: chi viene filmato o fotografato da occhiali come i Ray-Ban Meta spesso non lo sa e non ha dato alcun consenso. Una importante catena di ottica nei Paesi Bassi e in Belgio ha già sospeso la vendita dei Ray-Ban Meta per questo motivo. Il Comitato europeo per la protezione dei dati ha commissionato uno studio proprio sulla accettabilità sociale di questi dispositivi.
Le aziende iniziano a rispondere
Meta ha presentato alla sua conferenza Connect una versione dei Ray-Ban senza fotocamera, con una spia LED che si accende durante le registrazioni per segnalarlo a chi sta intorno. Altri produttori, come la cinese Even Realities, puntano su occhiali smart senza alcuna fotocamera. Chi sta valutando l'acquisto di un paio di occhiali intelligenti farebbe bene a informarsi prima su quali dati raccoglie il modello scelto e dove vengono conservati, perché le regole su questi dispositivi sono ancora in piena evoluzione e cambiano da un paese all'altro.