Dal 1 settembre Nintendo ha portato il prezzo di Switch 2 negli Stati Uniti da 449,99 a 499,99 dollari. In Giappone il ritocco era già arrivato a maggio, con un aumento di 10.000 yen, e anche il Canada ha visto il prezzo salire. La società non nasconde il motivo principale: i costi dei componenti, in particolare delle memorie.
Il filo che lega tutto
Abbiamo raccontato in un altro articolo come la richiesta di memoria per i data center dell'intelligenza artificiale abbia fatto salire i prezzi di RAM e SSD. Quel rincaro non si ferma ai computer: una console contiene le stesse tipologie di chip, e un aumento del costo di produzione prima o poi si trasferisce sul prezzo di vendita. Diversi analisti, secondo quanto riportato dalla stampa di settore, avevano previsto questo ritocco già da mesi.
Vendite in corsa
La console ha avuto un avvio molto forte: 3,5 milioni di unità nei primi quattro giorni, il lancio più rapido nella storia dell'azienda, e quasi venti milioni di pezzi venduti al 31 marzo 2026, oltre le previsioni interne. Nintendo però stima per il prossimo anno fiscale vendite più basse, 16,5 milioni di unità, e attribuisce in parte il calo proprio all'aumento di prezzo.
Cosa vuol dire per chi vuole comprarla
Non c'è una regola sicura sui prezzi futuri. Se stavi già pensando di acquistarla, aspettare potrebbe non aiutare, perché con le memorie ancora care gli analisti non vedono cali importanti prima della fine del 2027. Al contrario, cercare offerte con giochi inclusi resta un modo per risparmiare.
Se hai una console più vecchia con problemi di alimentazione, ventola rumorosa o pulsanti che non rispondono, nella maggior parte dei casi una riparazione conviene di più che un acquisto nuovo, soprattutto in questo periodo.