Il Wall Street Journal ha riportato l'8 ottobre un attacco informatico che ha colpito sette istituti finanziari della Corea del Sud, tra cui Shinhan Bank, KB Kookmin Bank e Hana Bank. Secondo le autorità sudcoreane, i dati personali di circa 68mila persone potrebbero essere stati esposti: nomi, numeri di telefono, redditi annuali e limiti di prestito.
Come hanno agito gli attaccanti
L'analisi della società di sicurezza CrowdStrike, citata dal Wall Street Journal, descrive l'uso di ARTEX, uno strumento open source di penetration testing agentico sviluppato in Cina. Collegato a diversi modelli linguistici, tra cui DeepSeek, GLM e Grok, oltre a sessioni con Claude Code, lo strumento avrebbe automatizzato buona parte della ricerca delle vulnerabilità e della costruzione dell'attacco, riducendo la competenza tecnica necessaria per portarlo a termine. CrowdStrike attribuisce la campagna, con confidenza moderata, a un attore probabilmente di lingua cinese e motivato economicamente.
Cosa cambia per chi usa l'home banking
Il caso mostra come gli strumenti di intelligenza artificiale stiano abbassando la soglia di competenza necessaria per condurre attacchi complessi contro grandi organizzazioni, non solo contro singoli utenti. Per chi usa servizi bancari online, in Italia come altrove, la difesa resta quella di sempre: attivare l'autenticazione a due fattori, non riusare la stessa password su più servizi e controllare periodicamente i movimenti del conto, segnalando subito alla propria banca qualsiasi operazione non riconosciuta. Le notifiche push in tempo reale, quando l'app lo consente, restano il modo più semplice per accorgersi subito di un accesso o un pagamento sospetto.