Il Garante per la protezione dei dati personali ha fissato al 28 ottobre la scadenza per adeguarsi alle linee guida sui tracking pixel nelle email, il provvedimento n. 284 adottato il 17 aprile e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 29 aprile. Il pixel di tracciamento è l'immagine invisibile inserita in una newsletter o in una mail promozionale che avvisa il mittente quando il destinatario apre il messaggio: una pratica diffusa da anni, finora priva di regole specifiche in Italia.
Cosa cambia per chi invia email
Il Garante inquadra questi pixel nell'articolo 122 del Codice Privacy, la stessa norma che regola i cookie, e richiede quindi un consenso preventivo, libero e specifico prima di attivarli. Le aziende che inviano newsletter o comunicazioni commerciali devono aggiornare i moduli di iscrizione con una casella di consenso non preselezionata, rivedere l'informativa privacy e offrire un modo semplice per revocare il consenso al tracciamento senza dover annullare l'iscrizione all'intera newsletter. Restano alcune eccezioni, come l'uso tecnico per sicurezza o autenticazione, oppure le statistiche aggregate e anonime sulle aperture, che non richiedono consenso.
Cosa conviene sapere come utenti
Per chi riceve le email non cambia molto nell'immediato: il tracciamento resterà spesso presente, ma con basi giuridiche più solide e maggiore trasparenza sulle opzioni di rifiuto. Chi gestisce una newsletter per la propria attività, anche piccola, farebbe bene a controllare entro fine mese come è configurato il proprio servizio di invio email, perché la responsabilità del trattamento resta del mittente anche quando il pixel è gestito da una piattaforma esterna. Un controllo dei propri consensi email, anche solo per curiosità personale, aiuta comunque a capire quante aziende tracciano davvero le aperture dei messaggi che si ricevono ogni giorno.