La direttiva europea sul diritto alla riparazione prevedeva che gli Stati recepissero le nuove regole entro il 31 luglio 2026. L'Italia è arrivata in ritardo: lo schema di decreto legislativo era stato esaminato dal Consiglio dei ministri in via preliminare il 2 luglio, e l'approvazione definitiva è arrivata il 16 settembre. Restano da completare la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e l'entrata in vigore, quindi conviene verificare la data prima di appellarsi alle nuove norme.
Cosa cambia per chi compra
Il decreto modifica il Codice del consumo e introduce il diritto di chiedere la riparazione di alcuni prodotti anche dopo la scadenza della garanzia legale, purché il guasto sia tecnicamente riparabile. I produttori dovranno riparare a un prezzo ragionevole. Secondo le sintesi pubblicate da associazioni dei consumatori e dalla stampa, la garanzia legale si allunga di dodici mesi quando il consumatore sceglie la riparazione al posto della sostituzione, e le nuove regole riguardano i contratti stipulati dal 31 luglio in poi.
Quali prodotti
L'elenco comprende smartphone e tablet, lavatrici, lavastoviglie, frigoriferi, asciugatrici, aspirapolvere, dispositivi di riscaldamento, saldatrici, server e veicoli leggeri a batteria. Computer portatili e altri apparecchi potranno essere aggiunti in futuro.
Perché è importante
L'obiettivo è ridurre i rifiuti elettronici e combattere l'obsolescenza programmata. Un telefono con lo schermo rotto o la batteria esaurita dovrebbe essere più facile da far riparare, con pezzi di ricambio disponibili e prezzi non dissuasivi. La norma si collega a quella sulle batterie sostituibili che arriverà nel febbraio 2027.
Cosa fare adesso
Conserva sempre scontrino e fattura, perché la data dell'acquisto determina le tutele. Prima di comprare, controlla se il produttore dichiara per quanto tempo garantisce i ricambi. E se un dispositivo si guasta, chiedi un preventivo di riparazione prima di sostituirlo: in molti casi conviene, ed è anche la scelta più sostenibile.