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Tecnologia24 settembre 2026 · 2 min di lettura

Diritto alla riparazione, il decreto italiano approvato in via definitiva il 16 settembre

La direttiva europea sul diritto alla riparazione prevedeva che gli Stati recepissero le nuove regole entro il 31 luglio 2026. L'Italia è arrivata in ritardo: lo schema di decreto legislativo era stato esaminato dal Consiglio dei ministri in via preliminare il 2 luglio, e l'approvazione definitiva è arrivata il 16 settembre. Restano da completare la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e l'entrata in vigore, quindi conviene verificare la data prima di appellarsi alle nuove norme.

Cosa cambia per chi compra

Il decreto modifica il Codice del consumo e introduce il diritto di chiedere la riparazione di alcuni prodotti anche dopo la scadenza della garanzia legale, purché il guasto sia tecnicamente riparabile. I produttori dovranno riparare a un prezzo ragionevole. Secondo le sintesi pubblicate da associazioni dei consumatori e dalla stampa, la garanzia legale si allunga di dodici mesi quando il consumatore sceglie la riparazione al posto della sostituzione, e le nuove regole riguardano i contratti stipulati dal 31 luglio in poi.

Quali prodotti

L'elenco comprende smartphone e tablet, lavatrici, lavastoviglie, frigoriferi, asciugatrici, aspirapolvere, dispositivi di riscaldamento, saldatrici, server e veicoli leggeri a batteria. Computer portatili e altri apparecchi potranno essere aggiunti in futuro.

Perché è importante

L'obiettivo è ridurre i rifiuti elettronici e combattere l'obsolescenza programmata. Un telefono con lo schermo rotto o la batteria esaurita dovrebbe essere più facile da far riparare, con pezzi di ricambio disponibili e prezzi non dissuasivi. La norma si collega a quella sulle batterie sostituibili che arriverà nel febbraio 2027.

Cosa fare adesso

Conserva sempre scontrino e fattura, perché la data dell'acquisto determina le tutele. Prima di comprare, controlla se il produttore dichiara per quanto tempo garantisce i ricambi. E se un dispositivo si guasta, chiedi un preventivo di riparazione prima di sostituirlo: in molti casi conviene, ed è anche la scelta più sostenibile.

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