Apple ha presentato il nuovo Mac mini il 25 agosto, con le prime consegne il 22 settembre. Ci sono due configurazioni: una con il chip M6 e una con l'M5 Pro. La versione base salta il chip M5 e passa direttamente dall'M4 all'M6, una scelta insolita nella numerazione dei processori.
Le prestazioni
Secondo Apple, l'M6 ha una CPU a 12 core e una GPU a 12 core, con un aumento della velocità del processore fino al 40 per cento rispetto alla generazione precedente. Le prestazioni per l'intelligenza artificiale sarebbero fino a quattro volte superiori, e quelle grafiche e di archiviazione fino al doppio. Sono numeri dichiarati dall'azienda, da confermare con le prove indipendenti.
Il corpo non cambia
L'aspetto è lo stesso del modello del 2024. Cambia la dotazione di connettività: Wi-Fi 7, Bluetooth 6 e Ethernet a 2,5 gigabit sono ora di serie. Per chi ha già un Mac mini recente, dunque, la novità è di sostanza più che di forma.
I prezzi
Negli Stati Uniti il Mac mini M6 parte da 899 dollari e il modello M5 Pro da 1.699. MacRumors segnala che a giugno Apple aveva già alzato di 200 dollari il prezzo d'ingresso della gamma, attribuendo l'aumento al forte rincaro dei componenti, in particolare della RAM. È un'altra conferma di quanto la crisi delle memorie stia toccando anche i grandi produttori.
Vale la pena?
Per chi lavora con foto, video leggeri o programmazione, un Mac mini è ancora una scelta compatta ed economica in confronto a un portatile della stessa potenza. Ricorda che la memoria non si può aumentare dopo l'acquisto, quindi scegli subito una quantità adeguata: 16 giga sono il minimo ragionevole per durare a lungo.
Se hai un Mac più vecchio e vuoi capire se conviene ripararlo o cambiarlo, portacelo e ti diamo un parere.