Il progetto satellitare di Amazon, per anni noto come Kuiper, ora si chiama Amazon Leo. Il nome nuovo è arrivato a novembre 2025, quando l'azienda ha considerato di avere abbastanza satelliti in orbita per trasformare il programma di sviluppo in un prodotto commerciale.
Il calendario
Secondo le informazioni pubblicate da The Next Web, la versione beta per le aziende è partita l'8 aprile 2026 e l'obiettivo era arrivare a un lancio commerciale a metà anno. Tra i clienti della fase sperimentale compaiono operatori come Vodafone e Vodacom, in Europa e in Africa. La beta è prevista in Regno Unito, Francia e Germania nel corso del 2026. L'Italia non figura tra i primi paesi.
La costellazione
Il progetto prevede in totale 3.236 satelliti in orbita bassa. Secondo i tracker di settore, a settembre 2026 ne risultano lanciati circa 377 di serie in dodici missioni, un numero ancora lontano da quello di Starlink, che come abbiamo scritto conta già 12 milioni di abbonati.
Perché è importante
Un secondo grande operatore satellitare significa concorrenza, che può portare a prezzi più bassi e a un'offerta migliore per le zone non raggiunte dalla fibra. Oggi la scelta è quasi obbligata su un solo fornitore, e questo pesa sui costi e sulla dipendenza da una singola azienda.
Cosa aspettarsi
Le tempistiche di questi progetti sono spesso più lunghe del previsto, e le cifre sui satelliti vanno lette come stime. Per l'utente domestico italiano non ci sono ancora offerte. Prima di decidere, confronta ciò che è disponibile: fibra, rete radio fissa, connessioni mobili e, se davvero necessario, il satellite.
Un consiglio pratico
Se vivi in una zona senza buona copertura, verifica i piani di sviluppo della rete nel tuo comune: a volte la fibra arriva prima di quanto si pensi. E se la connessione di casa è lenta, controlla prima il router e il Wi-Fi, come spieghiamo in un altro articolo.