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Tecnologia24 settembre 2026 · 2 min di lettura

AI Act, dal 2 agosto scattano gli obblighi di trasparenza sui contenuti generati

Il regolamento europeo sull'intelligenza artificiale, l'AI Act, procede a tappe, e quella di agosto 2026 riguarda direttamente tutti noi. Dal 2 agosto chi mette in circolazione un sistema di intelligenza artificiale deve informare le persone quando stanno interagendo con una macchina, e chi pubblica contenuti generati o manipolati, deepfake compresi, deve dichiararlo.

Cosa cambia per chi naviga

In pratica, se parli con un assistente virtuale, il servizio deve dirti che non sei di fronte a una persona. Immagini, audio e video creati o alterati con l'IA in modo da sembrare reali devono essere segnalati. Non è ancora una garanzia contro le truffe, perché chi agisce in malafede non si autodenuncia, ma è un primo strumento per riconoscere e contestare i contenuti falsi.

Il rinvio per i sistemi ad alto rischio

Le regole più pesanti, quelle sui sistemi ad alto rischio usati per esempio nelle assunzioni o nella valutazione del credito, sono state rimandate. Il 29 giugno 2026 il Consiglio dell'Unione europea ha approvato in via definitiva il cosiddetto omnibus digitale: lo slittamento è di 16 mesi per i sistemi autonomi, con nuova scadenza al 2 dicembre 2027, e di 12 mesi per quelli integrati in prodotti regolamentati, fissata al 2 agosto 2028. Il testo è entrato in vigore il 27 luglio, secondo quanto riportato dagli studi legali che lo hanno analizzato.

Un divieto in più

L'omnibus ha aggiunto ai divieti dell'articolo 5 anche i sistemi che generano immagini intime non consensuali e materiale pedopornografico.

Cosa portarsi a casa

Per l'utente comune la regola pratica è una: un video o un audio molto convincente non è una prova. Prima di credere a un messaggio vocale di un familiare che chiede soldi, o a un video di un personaggio pubblico, meglio verificare con un secondo canale. Le aziende, invece, dovranno controllare come usano l'IA nei propri servizi e preparare le informative.

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