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Tecnologia5 novembre 2026 · 2 min di lettura

Banche e assicurazioni italiane, la posta elettronica resta il canale preferito dai cyberattacchi

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Il direttore generale dell'Agenzia per la cybersicurezza nazionale, Andrea Quacivi, ha riferito oggi, 5 novembre, davanti alla commissione d'inchiesta parlamentare sulle banche che la posta elettronica è stata il canale privilegiato degli attacchi informatici contro banche e assicurazioni italiane negli ultimi nove mesi, come riportato da Ansa. Gli attaccanti hanno sfruttato soprattutto credenziali rubate in precedenza e vulnerabilità non corrette.

I numeri forniti in audizione

Secondo i dati citati da Quacivi, nel periodo considerato si sono registrati 168 eventi cyber nel settore, circa 15 al mese: 137 relativi a banche e 31 ad assicurazioni. Di questi, 47 sono stati classificati come incidenti veri e propri, cioè con un impatto confermato sui sistemi. Per le banche, circa due terzi degli episodi sono ricondotti alla criminalità informatica e un terzo a gruppi attivisti. Il direttore generale ha parlato di una minaccia sempre più articolata, capace di incidere sull'affidabilità dei servizi e sulla fiducia dei cittadini, e ha indicato nella collaborazione tra ACN e Banca d'Italia la strada per affrontarla.

Il legame con l'attacco ai frigoriferi dei supermercati

Nella stessa audizione Quacivi ha spiegato anche perché gli attacchi informatici che nei giorni scorsi hanno colpito i sistemi di refrigerazione di alcuni punti vendita della grande distribuzione, in Italia compresa, hanno avuto successo: i dispositivi coinvolti usavano software non più aggiornati o non aggiornabili perché ormai fuori mercato, gestiti inoltre da remoto. Una combinazione, ha sottolineato, che aumenta sensibilmente il rischio di intrusione.

Per chi gestisce dati sensibili o semplicemente una casella di posta aziendale, il quadro descritto dall'ACN conferma due priorità concrete: diffidare delle email che chiedono di cliccare un link o aprire un allegato, anche quando sembrano interne o urgenti, e non lasciare in funzione per anni dispositivi connessi a internet che non ricevono più aggiornamenti di sicurezza, che si tratti di un router, di una stampante di rete o di un server aziendale.

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