Microsoft ha confermato un insieme di ottimizzazioni per Windows 11 pensate per rendere il sistema più scattante, soprattutto sui computer con poca memoria. Secondo quanto riportato da più testate che hanno ripreso l'annuncio ufficiale di Microsoft, il miglioramento complessivo rivendicato è fino al 20% in più di reattività, misurato su alcune azioni specifiche come l'apertura del menu Start, di Esplora File, delle Impostazioni e della ricerca di Windows, non su ogni programma o attività.
Cosa cambia per chi ha 8 GB di RAM
Il punto più interessante riguarda i computer con 8 GB di memoria o meno, ancora molto diffusi anche a causa dei rincari di RAM e SSD degli ultimi mesi. Su questi dispositivi i widget si caricano solo quando l'utente li apre, invece di restare sempre attivi in sottofondo, liberando oltre 200 MB di memoria. Microsoft dichiara inoltre di riuscire a mantenere fino a 2 GB di dati in più direttamente in RAM, invece di scaricarli temporaneamente su disco: non significa che il sistema consumi meno memoria in assoluto, ma che la gestisce in modo più efficiente.
Numeri più alti nei test interni, ma da verificare sul proprio PC
In test interni di Microsoft, applicazioni integrate come Edge e Outlook si sarebbero avviate circa il 40% più rapidamente, con punte dichiarate fino al 70% per il menu Start e i menu contestuali. Sono cifre comunicate dall'azienda stessa su scenari specifici: analisi indipendenti pubblicate da diverse testate tecniche segnalano risultati meno netti su alcune configurazioni, specialmente sui computer più vecchi dove intervengono anche altri fattori come l'usura del disco o troppi programmi all'avvio.
Il consiglio pratico
Chi ha un PC che si sente lento non deve aspettarsi un cambiamento radicale da un solo aggiornamento. Prima di cambiare macchina ha senso controllare quanti programmi partono automaticamente all'accensione, lo stato del disco e la quantità di memoria realmente libera: in molti casi un intervento mirato costa una frazione di un computer nuovo e restituisce buona parte della reattività perduta.