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Tecnologia5 novembre 2026 · 2 min di lettura

Google annuncia un SDK per Quick Share, più facile condividere file tra Android e iPhone

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Google ha annunciato al Dev Summit 2026 un nuovo SDK per Quick Share, il sistema di condivisione file nato per i dispositivi Android. Secondo 9to5Google, lo strumento permetterà agli sviluppatori di integrare direttamente nelle proprie app la condivisione peer to peer, senza che l'utente debba passare dal classico menu di condivisione del sistema. L'arrivo è previsto per la prima metà del 2027.

Come funzionerà per chi usa l'app

Una volta integrato, l'SDK mostra all'interno dell'app un pannello con l'anteprima dei file da inviare, attivabile con pochi tocchi. Google parla di una cifratura end to end per ogni trasferimento, che può avvenire via Wi-Fi, Wi-Fi Direct o hotspot, anche senza una connessione internet attiva. Per chi sviluppa le app il vantaggio è la semplicità: secondo le prime stime circolate, bastano circa venti righe di codice per aggiungere la funzione, senza dover gestire server propri per il trasferimento dei file.

Il passo precedente: Quick Share e AirDrop

L'annuncio arriva dopo che Google, nei mesi scorsi, aveva già aperto Quick Share alla compatibilità con AirDrop di Apple su alcuni modelli Pixel e, in parte, su altri marchi Android, oltre a una modalità basata su QR code che permette di inviare file da Android a iPhone tramite il cloud di Google, con un limite di 10 GB a sessione. L'SDK annunciato ora va oltre: punta a portare la stessa comodità dentro le app di terze parti, non solo nel sistema operativo.

Cosa significa per chi usa più dispositivi

Chi lavora o vive tra un telefono Android e un iPhone, magari in coppia o in famiglia, conosce il fastidio di dover passare per email, chat o servizi cloud solo per spostare una foto o un documento. Se l'SDK terrà le promesse annunciate, nel corso del 2027 diverse app potrebbero offrire la condivisione diretta senza passaggi intermedi. Per ora resta un annuncio per sviluppatori, e non cambia nulla sui telefoni già in uso: vale comunque la pena tenerlo d'occhio per chi deve scegliere il prossimo smartphone pensando anche a quanto bene comunica con altri dispositivi.

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