Qualcomm ha tenuto alle Hawaii, tra il 22 e il 24 settembre, il suo Snapdragon Summit, e ha presentato i processori per i prossimi telefoni Android di fascia alta. Come nota la stampa di settore, la novità è la strategia doppia: due versioni dello Snapdragon 8 Elite Gen 6, una standard e una chiamata Extreme, pensata per chi ha bisogno di eseguire i carichi di intelligenza artificiale più impegnativi.
Cosa cambia
Entrambi i chip sono costruiti con processo a 2 nanometri e usano una CPU Oryon che arriva a circa 5 gigahertz. Ci sono una nuova architettura di memoria condivisa chiamata Flex Cache, un centro sensori aggiornato con l'85 per cento di prestazioni in più per le funzioni di intelligenza artificiale e un motore Hexagon rinnovato. Secondo le specifiche riportate, il modello superiore raggiunge 5,11 gigahertz con una combinazione di core diversa e una scheda grafica più ampia, e supporta memoria LPDDR6 con archiviazione UFS 5.0, mentre quello standard resta con LPDDR5X e frequenze fino a 4,4.
I telefoni
Nove costruttori hanno confermato l'adozione: Honor, iQOO, Motorola, OnePlus, Oppo, Redmi, RedMagic, Vivo e Xiaomi. I primi apparecchi sono attesi nel quarto trimestre del 2026, con l'ondata più ampia di modelli di punta nei primi mesi del 2027. Samsung, che spesso usa versioni dedicate per i suoi Galaxy, non è nell'elenco.
I prezzi
Chip più avanzati e memorie più veloci significano costi più alti, in un anno in cui i telefoni sono già rincarati. È probabile che i modelli di punta con questi processori partano da cifre elevate.
Serve davvero?
Le prestazioni dei telefoni sono ormai superiori a quello che la maggior parte delle persone usa. Le vere novità riguardano l'intelligenza artificiale eseguita sul dispositivo e l'efficienza energetica. Chi ha un telefono di due o tre anni fa non ha bisogno di correre. Se la batteria è stanca, una sostituzione ridà vita a un apparecchio ancora valido.