Il 23 marzo 2026 l'autorità americana per le comunicazioni, la FCC, ha annunciato che i nuovi router di consumo prodotti all'estero non potranno più ricevere l'autorizzazione necessaria a essere importati e venduti negli Stati Uniti. La ragione dichiarata è la sicurezza nazionale: secondo l'agenzia, questi dispositivi comportano rischi inaccettabili, e viene citata la minaccia di gruppi di pirati informatici legati alla Cina noti con i nomi Volt, Salt e Flax Typhoon.
Chi riguarda
Il provvedimento inserisce i router stranieri di consumo in una lista di apparecchiature vietate, la cosiddetta Covered List. In pratica, ogni nuovo modello non progettato e prodotto negli Stati Uniti resta fuori dal mercato, salvo eccezioni approvate dai dipartimenti della Difesa o della Sicurezza interna. Le prime attenzioni erano state rivolte a TP-Link, ma la norma è molto più ampia e tocca marchi come Netgear, Asus, Linksys, Ubiquiti e altri.
Chi possiede già un router
Nulla cambia per chi ne ha uno: la decisione non colpisce l'uso né l'importazione dei modelli già autorizzati. Restano però le preoccupazioni sugli aggiornamenti: CISA, l'agenzia americana per la sicurezza informatica, ha inserito diverse vulnerabilità di router TP-Link nel suo elenco di falle sfruttate.
E in Europa?
Non ci sono divieti simili. Le regole europee vanno in un'altra direzione, con il Cyber Resilience Act che chiede ai produttori di segnalare le falle e di garantire aggiornamenti. Per chi compra un router, i criteri sensati sono altri: un produttore che pubblica aggiornamenti regolari, un'indicazione chiara su quanto durerà il supporto e la possibilità di cambiare la password di fabbrica.
Cosa fare
Controlla il modello del tuo router e la data dell'ultimo aggiornamento del firmware. Cambia la password di amministrazione e disattiva la gestione da remoto se non la usi. Se il tuo apparecchio ha più di sei o sette anni o non riceve più aggiornamenti, sostituirlo è una scelta di sicurezza. Ti aiutiamo a scegliere e a configurarlo.