Il 21 settembre l'Agenzia delle Entrate ha pubblicato un avviso su una campagna di truffe via SMS che usa il suo nome. I messaggi annunciano una comunicazione fiscale o un rimborso da riscuotere e invitano a cliccare su un link per inserire i propri dati. Il sito a cui portano non ha nessun legame con l'Agenzia.
I numeri
Il monitoraggio settimanale del CERT-AGID per il periodo dal 12 al 18 settembre ha analizzato 191 campagne malevole, 158 delle quali rivolte a utenti italiani. Nella stessa settimana ne sono state registrate 46 a tema rimborsi, quasi tutte con il nome dell'Agenzia delle Entrate. Nei primi mesi dell'anno lo smishing si è concentrato anche sui finti corrieri, con Poste, SDA e Amazon che chiedono piccoli pagamenti per sbloccare una consegna, e sugli avvisi bancari con domini clonati sempre più credibili.
Come riconoscerli
L'Agenzia non chiede mai dati personali o bancari tramite SMS o email, e non invia link per ottenere un rimborso. Diffida di messaggi che mettono fretta, che promettono denaro o minacciano sanzioni, e che arrivano da numeri sconosciuti o da mittenti dal nome strano. Guarda con attenzione l'indirizzo del sito: pochi caratteri diversi possono cambiare tutto.
Cosa fare
Non cliccare e non rispondere. Se vuoi verificare, accedi al sito ufficiale digitando tu l'indirizzo, o apri l'app, senza passare dal messaggio. Segnala l'SMS al servizio di segnalazione del tuo operatore, e cancellalo.
Se hai già inserito dei dati
Contatta subito la tua banca per bloccare carte e accessi, cambia le password degli account interessati e attiva la verifica in due passaggi. Se hai fornito dati dell'identità digitale, avvisa il gestore. Conserva lo screenshot del messaggio, ti servirà per una denuncia alla Polizia postale.
Se il telefono o il computer si comportano in modo strano dopo aver aperto un link, portaceli: controlliamo che non ci sia nulla di installato.