A luglio 2026 ChatGPT resta il chatbot di intelligenza artificiale più usato dagli italiani, ma per un margine sempre più piccolo. Lo dicono i dati dell'Osservatorio di Vincenzo Cosenza su base Audicom, ripresi da Ansa, che misurano gli utenti tra i 18 e i 74 anni da computer e da smartphone. ChatGPT è passato da 3,1 milioni di utenti mensili a luglio 2024 a circa 9,6 milioni di luglio 2026, ma la crescita si è quasi fermata negli ultimi dodici mesi, con soli 617 mila utenti in più. Gemini, invece, nello stesso periodo è salito da 858 mila a 9,4 milioni di utenti, quasi undici volte il valore di partenza, e da giugno ha superato ChatGPT proprio sul mobile: 7,578 milioni di utenti contro 7,125 milioni. Su computer ChatGPT resta avanti, 3,189 milioni contro 2,399 milioni.
Gli altri assistenti crescono in fretta
Dietro ai due principali, il resto del mercato si muove veloce. Copilot di Microsoft ha raggiunto 2,367 milioni di utenti (+67% sull'anno), Claude di Anthropic è arrivato a 1,802 milioni partendo da 283 mila a dicembre 2025, Perplexity a un milione (+136%) e Grok a 528 mila (+595%). Character.AI, già finito sotto osservazione del Garante Privacy per l'uso da parte dei minori, conta appena 54 mila utenti ma con una media di oltre 15 ore al mese a persona, segno di un pubblico ristretto ma molto coinvolto.
Perché conviene saperlo
Al di là della classifica, il dato interessante per chi usa questi strumenti ogni giorno è un altro: il tempo medio speso su Gemini e Claude è triplicato in un anno, mentre quello su ChatGPT è leggermente calato. Significa che sempre più persone affidano a un assistente IA conversazioni lunghe, spesso con informazioni personali o di lavoro. Prima di scrivere dati sensibili in una chat con l'intelligenza artificiale, conviene sempre controllare nelle impostazioni dell'app se e come quelle conversazioni vengono conservate o usate per addestrare i modelli, e disattivare la cronologia quando non serve.