La vigilanza bancaria della BCE ha scritto il 7 luglio ai vertici delle principali banche dell'area euro chiedendo di presentare, entro il 31 ottobre 2026, un piano concreto contro le minacce informatiche legate all'intelligenza artificiale. La lettera, firmata dalla presidente del consiglio di vigilanza Claudia Buch, secondo quanto riportato da QuiFinanza a metà ottobre, lega la richiesta al regolamento europeo DORA, in vigore dal 17 gennaio 2025.
Cosa devono garantire le banche
Il piano richiesto deve definire con precisione cosa possono fare gli agenti di intelligenza artificiale usati dagli istituti, prevedendo una conferma umana per le operazioni più delicate, la tracciabilità di ogni azione automatica e la possibilità di disattivarla rapidamente. Le banche devono inoltre mantenere costanti gli aggiornamenti di sicurezza, disporre di backup isolati dalla rete principale e tenere pronte procedure di ripristino già testate.
I rischi concreti per chi usa l'app della banca
Tra le preoccupazioni elencate dalla BCE c'è il rischio che un agente IA scambi un'operazione legittima per una minaccia e blocchi temporaneamente l'accesso a un conto tramite app o sito, senza che sia stato sottratto denaro. Si parla anche di prompt injection, cioè istruzioni malevole nascoste in documenti o messaggi capaci di manipolare il comportamento dell'IA, oltre all'uso della stessa tecnologia da parte dei criminali per individuare più in fretta falle nei sistemi bancari.
Chi ha un conto corrente online può comunque fare la sua parte: attivare le notifiche su ogni operazione, controllare con regolarità i movimenti, non condividere mai password o codici temporanei al telefono o via messaggio, e verificare che il nome del beneficiario corrisponda sempre all'IBAN prima di confermare un bonifico. In caso di pagamento non riconosciuto, la segnalazione alla banca va fatta subito, comunque entro 13 mesi dall'operazione, usando solo i canali ufficiali dell'istituto.