Da qualche anno la batteria degli smartphone sembrava ferma, con capacità intorno ai 4.000 o 5.000 milliampere ora. Nel 2026 qualcosa si è sbloccato, grazie a un materiale per l'anodo che sostituisce in parte la grafite: il silicio-carbonio.
I numeri
Secondo Counterpoint Research, a gennaio i telefoni con batteria da almeno 6.000 milliampere ora rappresentavano il 29 per cento delle vendite mondiali, contro il 10 per cento di un anno prima. La capacità media è arrivata a 5.291 milliampere ora, cioè circa 400 in più in dodici mesi, il salto annuale più grande dal dicembre 2021. Sei dei dieci modelli con la maggiore capacità usavano già il silicio-carbonio, in gran parte di marchi cinesi.
Come funziona
Il silicio riesce a immagazzinare molti più ioni di litio della grafite, quindi la stessa dimensione contiene più energia. Alcuni modelli hanno superato gli 8.000 milliampere ora, e una batteria da oltre 10.000 è stata montata in un telefono spesso appena 8,3 millimetri. Molti telefoni di punta del 2026 hanno oltre 5.500 o 6.000 milliampere ora restando sotto i 9 millimetri.
E le batterie allo stato solido?
Sono la promessa successiva, ma i tempi restano lunghi: le stime realistiche parlano della fine del 2027 o del 2028 per i telefoni di fascia alta, con una diffusione più ampia negli anni seguenti. Molti produttori fuori dalla Cina aspettano che la tecnologia maturi.
Cosa significa per l'utente
Più capacità vuol dire più giorni di autonomia, ma anche batterie più grandi da cambiare quando si esauriscono. Nel tempo, ogni batteria perde efficienza: dopo qualche centinaio di cicli l'autonomia cala. Per allungare la vita evita di lasciare il telefono sempre al 100 per cento o completamente scarico, e non esporlo al caldo.
Se la batteria del tuo telefono dura molto meno di prima, una sostituzione a regola d'arte ridà l'autonomia originale.