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Tecnologia24 settembre 2026 · 2 min di lettura

WhatsApp, nomi utente, assistente Meta AI e il ruolo dell'antitrust italiano

WhatsApp è probabilmente l'applicazione più usata dagli italiani e nel 2026 sta cambiando in modo sensibile. Le novità toccano tre aree: la privacy, l'intelligenza artificiale e la concorrenza.

I nomi utente

Il cambiamento più atteso è la possibilità di usare un nome utente, lungo da 3 a 35 caratteri, al posto del numero di telefono. Quando sarà attivo in tutti i paesi, chi ti scrive per la prima volta non vedrà il tuo numero. Per la privacy è un passo importante: oggi dare il proprio numero significa consegnare un recapito permanente. Le informazioni disponibili parlano di una diffusione graduale da giugno, quindi potresti non averlo ancora.

Meta AI

Meta ha inserito il proprio assistente in vari punti dell'app. Nella barra di ricerca compare un pulsante per fare domande, e nell'inoltro dei messaggi c'è la voce per chiedere a Meta AI. Nel marzo 2026 sono arrivati i ritocchi alle foto e i suggerimenti di risposta, e a luglio la generazione e modifica di immagini dentro la chat, in alcuni paesi. Se non ti interessa, non sei obbligato a usarlo, ma non sempre si può togliere del tutto.

Il caso italiano

L'Autorità garante della concorrenza e del mercato ha indagato sulle nuove condizioni di WhatsApp Business, che avrebbero escluso dal servizio i chatbot generalisti di altre aziende, lasciando spazio solo a Meta AI. L'autorità ha ordinato di sospendere quelle condizioni, in coordinamento con la Commissione europea. È una vicenda che riguarda soprattutto le imprese, ma decide quali assistenti potremo usare nelle chat.

Consigli pratici

Controlla le impostazioni di privacy: chi può vedere il tuo profilo, chi può aggiungerti ai gruppi. Attiva la verifica in due passaggi. Diffida dei messaggi da numeri sconosciuti che invitano a cliccare o a inoltrare un codice, perché le truffe su WhatsApp non sono diminuite. Se ti viene chiesto un codice di sei cifre, non condividerlo mai.

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