La Commissione europea ha comunicato il 6 novembre le sue conclusioni preliminari sul feed "Per Te" di TikTok, secondo cui il sistema di raccomandazione violerebbe il Digital Services Act. Lo riportano Ansa, Il Sole 24 Ore, Open ed Eunews: per Bruxelles l'algoritmo privilegia il tempo di visualizzazione rispetto alle preferenze dichiarate dagli utenti, alimentando il cosiddetto effetto "rabbit hole", la spirale di contenuti sempre più simili che tiene le persone incollate allo schermo.
Cosa chiede la Commissione
Secondo quanto riferito da Il Sole 24 Ore, l'indagine ritiene insufficienti le misure già introdotte da TikTok, compreso il pulsante "Non mi interessa", che non sembra cambiare in modo significativo i contenuti suggeriti in seguito. Bruxelles chiede di ridare più peso alle preferenze esplicite degli utenti, di non usare più il tempo di visualizzazione come indicatore principale e di sottoporre l'algoritmo a test periodici verificabili.
Un procedimento che si allarga
Questa è una delle tre conclusioni preliminari emesse nel corso dell'indagine aperta sulla piattaforma: a febbraio era arrivata quella sul design che favorisce la dipendenza, a luglio quella sulla sicurezza degli account dei minori. Se la violazione venisse confermata al termine della procedura, che prevede per TikTok la possibilità di consultare gli atti e rispondere per iscritto, la multa potrebbe arrivare fino al 6% del fatturato mondiale annuo del gruppo ByteDance. Un portavoce di TikTok ha definito le dichiarazioni della Commissione "sostanzialmente inesatte", secondo quanto riportato da Ansa.
Indipendentemente da come si chiuderà la vicenda, chi usa l'app può già intervenire sulle proprie impostazioni: nella sezione dedicata al tempo di utilizzo si possono attivare promemoria periodici e limiti giornalieri, utili soprattutto per i profili più giovani della famiglia.