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Tecnologia28 ottobre 2026 · 1 min di lettura

Meta condannata a pagare 25 miliardi di dollari per inganni sulla privacy

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Un tribunale del New Mexico ha condannato Meta a pagare 25 miliardi di dollari per aver ingannato gli utenti sulle proprie politiche di privacy. Lo riporta Sky TG24: la giuria, pronunciatasi il 25 settembre, aveva calcolato in base alla legge statale una cifra superiore ai 219 miliardi di dollari, poi ridotta dal giudice Francis Mathew.

Cosa ha stabilito la giuria

Secondo la sentenza, 26 delle 29 dichiarazioni esaminate, fatte da Meta e dai suoi dirigenti su privacy, accesso ai dati, discorsi d'odio e disinformazione, sono state giudicate ingannevoli. La giuria ha contato oltre 43 milioni di violazioni della legge sulla tutela dei consumatori del New Mexico, con una sanzione massima di 5.000 dollari per ciascuna. La somma, una volta incassata, sarà destinata al sistema scolastico dello Stato.

Il legame con Cambridge Analytica

Il caso nasce da una denuncia del procuratore generale del New Mexico del 2021, legata allo scandalo Cambridge Analytica: la società di consulenza politica ottenne tramite un'app di terze parti i dati personali di circa 87 milioni di utenti Facebook senza un consenso informato, usandoli per campagne politiche. L'accusa a Meta riguardava proprio le dichiarazioni pubbliche con cui l'azienda rassicurava gli utenti su chi potesse accedere ai loro dati.

Vicende come questa ricordano che accettare le condizioni di un'app o di un social network non significa sapere davvero dove finiscono i propri dati. Vale la pena, ogni tanto, controllare nelle impostazioni dell'account quali app terze hanno accesso al proprio profilo e revocare i permessi a quelle che non si usano più.

Fonte: Sky TG24.

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