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Tecnologia30 settembre 2026 · 2 min di lettura

Tre dipendenti su quattro nell'Unione Europea hanno incontrato una minaccia informatica sul lavoro

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La Commissione Europea ha pubblicato un nuovo sondaggio Eurobarometro sulla sicurezza informatica nei luoghi di lavoro, secondo cui tre dipendenti su quattro nell'Unione hanno ricevuto email, messaggi o link sospetti durante l'attività lavorativa. Il phishing resta la minaccia più segnalata, indicata dal 39 per cento degli intervistati, seguito da tentativi di furto di password (16 per cento), attacchi malware (17 per cento) e truffe costruite con l'intelligenza artificiale (15 per cento).

Il divario tra consapevolezza e comportamento

Il dato più interessante riguarda lo scarto tra quanto le persone si sentono preparate e come si comportano davvero. L'83 per cento degli intervistati considera gravi le conseguenze di un attacco informatico, ma solo il 48 per cento sa riconoscere un video generato artificialmente. Il 72 per cento dichiara di saper individuare una email sospetta, eppure solo il 54 per cento controlla effettivamente il mittente prima di aprire un link, e appena la metà blocca sempre il computer quando si allontana dalla postazione.

La situazione in Italia

Per l'Italia, il sondaggio indica il phishing come rischio più diffuso (36 per cento dei casi). Sul fronte della formazione il dato è comunque positivo: il 66 per cento degli intervistati italiani ha seguito un corso sulla sicurezza informatica negli ultimi dodici mesi, contro una media europea del 60 per cento, anche se in gran parte reso obbligatorio dal datore di lavoro.

Questi numeri riguardano soprattutto le aziende, ma valgono altrettanto per chi lavora da un computer o uno smartphone personale usato anche per la posta di lavoro. Le abitudini più semplici restano le più efficaci: verificare sempre l'indirizzo reale del mittente prima di cliccare, non inserire mai credenziali su una pagina raggiunta da un link ricevuto via email, e mantenere aggiornati sistema operativo e antivirus, così che un eventuale errore umano trovi comunque una barriera tecnica pronta a fermarlo.

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