Il Digital Omnibus è il pacchetto con cui la Commissione europea, a novembre 2025, ha proposto di semplificare in un unico intervento il GDPR, le regole sui cookie e alcuni obblighi dell'AI Act. Secondo una ricostruzione pubblicata il 19 ottobre da Agenda Digitale, il testo tocca la definizione stessa di dato personale, le valutazioni d'impatto sulla privacy e le procedure di notifica delle violazioni dei dati, con l'obiettivo dichiarato di alleggerire il carico amministrativo per le imprese.
Cosa prevede la proposta
La parte più discussa riguarda i cookie: le regole sul consenso verrebbero spostate dentro il GDPR, con due nuovi articoli dedicati, e il rifiuto dovrebbe avere la stessa evidenza visiva dell'accettazione nei banner. Secondo un testo del Consiglio datato 2 ottobre e riportato dal sito specializzato ppc.land, l'attesa minima prima che un sito possa chiedere di nuovo il consenso a chi lo ha negato scenderebbe da sei a quattro mesi. Sul fronte dell'intelligenza artificiale, il legittimo interesse potrebbe diventare una base giuridica per l'addestramento dei modelli, accompagnato da un diritto di opposizione per gli utenti. Il Comitato europeo per la protezione dei dati e il Garante europeo hanno però avvertito, in un parere congiunto di febbraio, che la semplificazione rischia di incidere su principi cardine del GDPR come la responsabilizzazione delle aziende.
Lo stato reale dei negoziati
Va detto con chiarezza: non è ancora legge. Mentre la parte relativa all'intelligenza artificiale risulta già approvata, la revisione di GDPR e cookie è, alla data del 19 ottobre, ancora in fase di discussione degli emendamenti, con un voto che secondo le fonti consultate non arriverebbe prima della primavera. Per chi naviga oggi, quindi, nulla cambia nell'immediato: le regole attuali sul consenso restano in vigore. Diffidare di eventuali messaggi che annuncino nuovi obblighi già in vigore legati a questa riforma è semplice buon senso, in attesa di un testo definitivo.